A 90 anni Cichì rivuole le mucche sotto sequestro

Rivuole le sue mucche Francesco Toselli, che tutti a Manerba conoscono come Cichì. È praticamente impossibile che riesca a ottemperare alle prescrizioni che Ats gli ha imposto per arrivare al dissequestro, che riesca cioè a sistemare la stalla in maniera tale da poter tornare ad accoglierle, ma lui lo chiede a gran voce: «Sono arrivato a novant’anni senza mai conoscere un medico, le mie mucche stavano benissimo con me. Non me la meritavo una cosa così».

Si dice «distrutto» dopo il sequestro di qualche mese fa: 18 esemplari sequestrati dalla Locale per le condizioni in cui venivano tenute. Mucche ormai divenute celeberrime a Manerba, a causa delle loro «fughe»: non era insolito trovarsele sulla strada, in giro per il centro del paese.

Qualcuna di loro si è anche concessa un tuffo nelle piscine della zona. Poi i danni: ai rifiuti lasciati per la raccolta porta a porta, a qualche auto. Impossibile continuare così, secondo le autorità. L’agricoltore, però, la vede in maniera opposta: «Stavano bene con me, sono l’ultimo agricoltore sotto la Rocca. I ora passano e mi chiedono perché non ci sono più le mucche».

Lui le ha trovate le sue mucche sequestrate e ora ogni giorno va a trovarle: sale sulla sua vecchissima Fiat e raggiunge l’azienda agricola di Padenghe che le ospita. Con affetto da nipoti, chi lavora lì lo accoglie e lo ascolta. Lui è preoccupato: «Otto non ci sono più». L’altro giorno si è presentato con una busta piena di pane, è entrato nel recinto e le ha chiamate una a una per nome. È andato a vedere che quella che sembrava un po’ malaticcia stesse bene. Toselli, dall’alto dei suoi novant’anni suonati, con la sua indole da lavoratore di campagna, non ha alcuna intenzione di arrendersi: «Non riesco a dormire la notte per il pensiero delle mie mucche. Devono restituirmele». 

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