La cura e la passione degli inglesi per la casa, il giardino e le aste sono note a tutti.
Guardando però i canali BBC che vengono trasmessi solo in Inghilterra (che ricevo con la mia parabola rotante) è molto curioso vedere come queste passioni siano in modo incrociato alla base di vari programmi televisivi che occupano una [...]
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La passione degli inglesi per la casa
1910: ci siamo quasi!
Domani è l’ultimo giorno del 1909, il 1910 è ormai alle porte ed è tempo di bilanci. Vorrei parlare brevemente della pubblica amministrazione Italiana, scossa e rinnovata dal mini-ministro Brunetta, che ora ci fa pure gli spot per la PEC!
Il piccoletto è un genio, nel far parlare di sè, non c’è che dire, ma forse [...]
Unione dei Comuni della Valtènesi, ultimo atto.
“Escono in un momento in cui si stanno vedendo risultati” – “Con l’anno nuovo arriveranno nuovi fondi”. Parola di Paolo Festa sindaco di Soiano del Lago (fonte bresciaoggi del 29/12/09). Di certo Festa non è un sindaco di Sinistra e quindi fazioso per definizione.
Tutti i comuni della Valtènesi membri dell’Unione sono in questi giorni indaffaratissimi in [...]
A casa!
Solo 2 parole, ma non due parole qualunque: A CASA!
Siamo rientrati tutti e 4 oggi pomeriggio. Ho quasi paura a dirlo, vista la storia di questi 4 anni, ma … da adesso dovrebbe essere tutto in discesa
Dall’asilo colori d’Autunno
Milla è tornata a casa dall’asilo con il “book” dei suoi lavoretti sull’autunno fatti con varie tecniche pittoriche, e questa simpatica mini-composizione di tre di essi mi è piaciuta. Appiccicati con delle calmitine sul frigorifero faranno una bella figura.

Protetto: I 90 anni della Nonna
Non vi è alcun riassunto in quanto si tratta di un articolo protetto.
Pane Tirolese integrale ai semi di finocchio e papavero fatto in casa
Quando mi capita di andare in Alto Adige prima di tornare a casa c’è un appuntamento fisso, quello con la forneria dove faccio incetta di buonissimo pane integrale ai semi di finocchio e papavero.
Sì, però mica vado tutti i giorni in Alto Adige e quel pane mi piace molto, quindi mi sono detto: “Ah sì? [...]
I Selviaggi di Irene e Ale
La nuova compagnia teatrale di Irene e Alessandro, il “Teatro dei Macchiati”, presenta Selviaggi un nuovo spettacolo per i bambini questo giovedì e venerdì e ci pare bello esserci. Da quando Irene si è trasferita a Città della Pieve, vedersi non è più routine e diventa un’occasione speciale per raccontarsi…
MA GUARDA GUARDA…I PROGETTISTI SONO SEMPRE QUELLI……
ORAMAI OVUNQUE DA ANNI SI PRESENTANO TARGHE DAVANTI AI CANTIERI: PROGETTISTI I SIG.RI FRANCA.….PER CARITA’ FANNO QUESTO LAVORO……
CERTO CHE A TUTTI SEMBRA ALQUANTO STRANO CHE DOVE CI SONO CONTESTAZIONI O EFFETIVAMENTE LAVORI ALQUANTO ECLATANTI, CI SIA SEMPRE LA LORO FIRMA SUI PROGETTI, TRA L’ALTRO L’ARCH. FRANCA E’ PRESENTE IN GIUNTA COMUNALE (ma resta sempre al suo posto…):
AD ESEMPIO L’HOTEL BEL SITO, DI PROPRIETA’ ANCHE DI UNO DEI SOCI DEL SINDACO, AD ESEMPIO LA COSTRUZIONE DELLA NOGE, MOLTO DISCUSSA E RIPORTATA SU L’ARTICOLO DE L’ARENA DI IERI, CHE PUBBLICHIAMO QUI SOTTO ….E POI TANTI ALTRI RESIDENCE CHE SONO STATI COSTRUITI IN QUESTI ANNI E IL RESIDENCE DI LORO PROPRIETA’ INSERITO PERSINO NELLA VARIANTE ALBERGHIERA CHE HA VISTO UN BELL’AUMENTO DI VOLUME…..
INSOMMA NIENTE FAVORITISMI TUONANO DAL COMUNE!!! MA SARA’ VERO CI CHIEDIAMO NOI CITTADINI ATTONITI? ANCHE PERCHE’ POI L’AVVOCATO SALA GIOVANNI DOBBIAMO PAGARLO SEMPRE NOI, PER LE VARE QUESTIONI…..ORMAI E’ UN NOSTRO DIPENDENTE A TEMPO PIENO, DA TANTE CAUSE CHE HA IN CORSO PER "DIFENDERE" IL COMUNE DI GARDA……(che non lo confondiamo con l’avvocato privato di qualcuno in particolare…che non ci sbagliamo per caso!!!)
LEGGIAMO E TRAIAMO LE NOSTRE CONCLUSIONI. COME DA TEMPO FACCIAMO CI ASTENIAMO DA QUALSIASI COMMENTO PERCHE’ E’ GIUSTO CHE IL POPOLO SI FACCIA LA PROPRIA IDEA:
GARDA. Giustizia civile e amministrativa dovranno esprimersi entro pochi giorni sulla causa e il ricorso seguiti a un’autorizzazione edilizia in località Ca’ Nove
Sfida nei tribunali per la «vista lago»
Un architetto di fama e una coppia contro il Comune: «Ha detto sì a un edificio che ci priverà del paesaggio»
Il 10 settembre si svolge la prima udienza al Tar del ricorso presentato da Mariassunta Russo contro il Comune di Garda. Il 24 luglio, la giunta municipale, ha incaricato l’avvocato Giovanni Sala, di resistere in giudizio contro il ricorso, che chiede l’annullamento, previa sospensione, del permesso di costruire rilasciato alla ditta «Noge snc» di Antonio Franca, il 19 maggio 2009. Tra i privati e l’ente pubblico si profila dunque una battaglia in tribunale.
«L’edificio a due piani che sta per sorgere davanti alla nostra casa in località Cà Nove», dicono i coniugi Michele Perbellini e Mariassunta Russo, «ci coprirà quasi completamente la vista lago». La coppia, ha inoltrato ricorso al Tar il 17 luglio, contro il Comune che ha rilasciato le autorizzazioni, ma ha anche avviato una causa civile e una querela penale contro la società costruttrice, la «Noge snc».
Alla causa civile partecipano anche due proprietarie delle abitazioni attigue. In quella a lato della costruzione oggetto di ricorso, abita dagli anni Sessanta, uno dei più noti architetti italiani, Carla Tagliaferri, che ha appunto progettato la sua casa e anche quella attigua dei coniugi Perbellini.
«La storia nasce», spiega Michele Perbellini, «quando nell’aprile del 2008 è stata demolita una piccola casa costruita nei primi anni Sessanta. Quella casetta era stata edificata a ridosso del progno, nell’angolo del lotto, proprio per lasciare libero il cono visivo alle abitazioni retrostanti. Un vincolo paesaggistico che sussiste dal 1960 in molti lotti dell’area, tra cui anche sul terreno dove sta costruendo la Noge, e che si trova iscritto su molti passaggi notarili dei terreni venduti dal proprietario di allora».
«Questo è un vincolo pattizio», precisa Perbellini, «ma ci sono anche due decreti ministeriali dei Beni ambientali e paesaggistici, che lo confermano». «C’è anche un precedente, poiché nel 1966-67, la casa dietro la nostra venne rialzata di un piano», sottolineano, «ma poi, poiché copriva la vista lago alla casa dietro, la proprietaria di allora si rivolse al giudice e ottenne l’abbattimento del piano rialzato che era stato fatto».
«Nell’aprile 2008 quindi», prosegue Perbellini, «la piccola casa davanti a noi, viene abbattuta su decreto ingiuntivo del Comune, che dopo 10 anni di contenzioso con il vecchio proprietario, fa eseguire la demolizione per rischio idrogeologico, poiché il fabbricato era troppo vicino al torrente. A settembre inizia lo sbancamento di terreno, con modifica della quota di campagna: rialzano senza concessione edilizia (arrivata nel maggio 2009), il livello di terreno, per poter costruire in seguito più in alto l’edificio e godere così di maggiore vista lago al piano terra».
«Questa situazione ci ha allarmato molto», continuano, «e abbiamo così iniziato a scrivere ripetutamente al comune, diffidandolo dal rilasciare permesso di costruire che non fosse rispettoso dei vincoli paesaggistici».
«Il Comune non ha mai risposto con atto scritto e ufficiale», precisano, «e la relazione paesaggistica del 20 gennaio 2009, è firmata dallo studio associato dell’ex assessore ed ora capogruppo consigliere, architetto Stefano Franca, che è anche progettista dell’intervento e cugino del costruttore, il quale nella relazione scrive: "…vengono salvaguardate le visuali dal lago e verso il lago…", cosa che è assolutamente non vera poiché l’altezza del nuovo fabbricato sarà di 6 metri e 30-50, e non di 5,80 come dicono in comune, e coprirà il cono visivo. È così, che lo studio di progettazione presenta la relazione al comune e alla commissione ambientale, che dà il nulla osta ambientale al progetto senza eseguire il sopralluogo e la verifica sul posto. Il procedimento quindi è passato poi alla Sovrintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici, ed è stato approvato con il silenzio assenso, anche questa volta senza sopralluogo. Il 19 maggio 2009 è stata infine, il Comune ha rilasciato il permesso a costruire».
Ora il progetto sarà vagliato dal tribunale, poiché i privati hanno chiesto il blocco del cantiere e la revoca del permesso di costruire. L’8 settembre si svolge anche la prima udienza della causa civile contro la Noge snc. Perbellini quindi conclude: «Voglio solo sapere perché il Comune non abbia preso posizione, quando mia moglie ha inviato lettere e diffide. Il Comune invece, ci ha fatto rispondere dall’avvocato della Noge: se questa è imparzialità? Non ci resta che pensare ci sia un nesso con il progettista».
L’architetto Carla Tagliaferri, docente alla Sapienza di Roma, che ha ricevuto il premio «Mimosa d’oro» per meriti in campo di studi ambientali (in materia ha scritto 10 libri e 240 saggi), la cui casa si trova a lato del lotto in costruzione, aggiunge: «A me tolgono tutta la visuale sul monte Luppia. La casa abbattuta era di 90 metri circa, ora la nuova palazzina è molto più grande ed è spostata al centro del terreno». «La variazione di quota è chiara: è stato fatto uno scavo», continua, «per la costruzione di garage molto alti, per alzare così il piano terra sopra, e per di più a ridosso del muro di cinta della casa dei Perbellini. Perciò ho presentato una relazione di pericolosità frana del terreno per questa abitazione. Prima di costruire la casetta originaria, era stata fatta una riunione tra tutti i soggetti interessati dei lotti ed era stato deciso di posizionare quella casa nell’angolo, proprio per rispettare il vincolo e non incidere sulla visuale».
«Questo vincolo», conclude, «è notarile, ma sono certa che fosse stato comunicato e adottato negli anni ’70 dal Comune. Solo che questi atti sono spariti dagli uffici e non si trovano più. Questo fatto apre molti interrogativi».
La risposta del tecnico comunale arch. Zumiani è stata: "tutto in regola con i permessi".
NON NE DUBITIAMO….SAPPIAMO BENE CHE LE COSE LE SANNO FARE BENE, MOLTO BENE SE SI IMPEGNANO…..NULLA VIENE LASCIATO AL CASO…..SOLO CHE COMANDANO SEMPRE LORO….SE LA FANNO E SE LA DICONO…..
Nico all’asilo!
Il nostro piccolo ometto ha iniziato l’asilo! Che emozione !!! Più per me e per Silvy che per lui, ma anche se faceva il duro trapelava chiaramente l’imbarazzo e un po’ di “paura”.
Stamattina sveglia di buon’ora, latte, doccia, quattro coccole e quattro risate e poi il momento celebrato con foto e riprese a più non [...]
NOTTE DI FIABA Sulle tracce di Hansel & Gretel
Dal 27 al 30 agosto torna lo storico appuntamento con la fantasia, dedicato quest’anno alla fiaba dei fratelli Grimm. Un’intera città “trasformata per magia”, dove scenografie e spettacoli di strada raccontano le avventure di Hänsel & Gretel.
Dopo le fughe del Bianconiglio, le mele avvelenate dalle streghe cattive e i tappeti volanti delle notti d’Oriente, a [...]
Il foglio di neve d’agosto
Riguardando le fotografie di gite fatte nei giorni scorsi in montagna, mi ha fatto molta tenerezza questa immagine di Camilla che disegna con un bastone su un mucchio di neve ancora presente ad agosto sul Maniva, ricordo delle intense nevicate dello scorso inverno.
Il titolo che ho dato alla fotografia?
Il foglio di neve d’agosto
[...]
Acqua: Asiago come San Felice del Benaco?
Notizia di queste ore ad Asiago sta accadendo una grave situazione analoga a quella accaduta a San Felice del Benaco, a leggere pare proprio la fotocopia.
Ah, no, una differenza c’è, dalle notizie lì a poche ore hanno già avviato analisi di tipo virale sull’acqua, mentre da noi si è pensato di farlo dopo giorni.
Ecco l’articolo [...]
Meditazioni Mediterranee
La passeggiata serale a San Vito è lo specchio di un mondo, di cosa resta, di cosa cambia. Fino a notte c’è gente in giro: il caldo ti spinge fuori casa e ad ogni porta ci sono seggioline e persone che chiacchierano, un pezzo di cultura mediterranea che mi piace….
Gli errori sono sempre gli stessi, le soluzioni anche (cosa voglio da questo blog)
E insomma mi sono reso conto che gira che ti rigira si fanno sempre gli stessi errori, e anche questo blog è partito con la stessa piega sbagliata del mio primo (In che senso?). In breve: mi stavo prendendo troppo sul serio, e su un blog non è davvero il caso poichè questi hanno bisogno di nutrirsi del personale, del vissuto di chi li scrive, anche e forse soprattutto quando non parlano mai davvero di chi li scrive. Intendiamoci, questo non sarà mai il mio diario nè racconterà mai i miei tormenti adolescenziali (anche perchè ho 25 anni), ma non deve nemmeno essere una brutta copia di una rivista o di un giornale. Qui, d’ora in poi, ci troverete un ragazzo e (spero) futuro dottorando simpatico che alterna lunghi pezzi “accademici” (ma il meno legnosi possibile, e magari un po’ spiritosi se ci si riesce) di storia della scienza o divulgazione a raccontini, battute, segnalazioni conditi della parte pubblica della mia vita. Ed è così che si scrive un blog, credo (un anno di esperienza a scrivere di politica e attualità, perlomeno, mi dice che è una strategia che piace al lettore e rende più leggero lo scrivere al blogger).
Altrimenti, vi esorto a scrivere nei commenti una frase in dialetto trentino che esemplifica la situazione: “valà valà, vei zò da figher!” (”valà valà, vieno giù dal fico”).
p.s. Visto che, come ho scritto nell’ultimo post, l’Estate è tempo di repliche vi riporto anche un vecchio pezzo che scrissi un anno e qualche mese fa, quando mi resi conto di quello di cui mi sono reso conto oggi; è lungo, non leggetelo se avete di meglio da fare.
Oggi volevo scrivere un po’ di questo blog, che circa tre mesi fa ho cominciato ad aggiornare con costanza nonostante la pagina fosse stata creata già qualche mese prima (c’erano un paio di post di prova, ora cancellati). Volevo, ma mi sono reso conto che sarebbe a) noioso per voi b) noioso per me c) Franco d) in controtendenza rispetto a come ho deciso di impostare il blog, e lì per lì non mi sembrava più il caso, finchè non mi sono reso conto di starmi prendendo troppo sul serio. Non so voi, ma a me l’idea di prendermi troppo sul serio (checché ne dica il mio coinquilino, che mi ha esortato a prendere questo blog perlappunto maggiormente sul serio) non piace per niente, sarà per via delle mie origini trentine ma mi sembra di sentire qualcuno che mi urla dietro “vèi zò dal figher!” (”vieni giù dal fico”, per chi non capisse), riportandomi coi piedi ben saldati al terreno. E quindi, ricapitolando, devo parlare del blog. Credo. Divagazione n.1 Voi ve lo ricordate quando sono usciti i primi blog? ecco, bravi, io no. Ricordo vagamente che mentre a casa mia arrivava l’adsl flat (e finivano le bollette salatissime del 56k) qualcuno ogni tanto tirava fuori questa storia che c’erano i famosi blogger, gente scaltrissima che faceva tremare tutti nelle direzioni dei Grandi Giornali (in Trentino no, se vai da un trentino e gli dici che ci sta gente scaltra che fa tremare i Grandi Giornali quello ti lancia lo sguardo che si riserva ai pazzi e poi riprende a leggere l’”Adige”), ma non si sapeva bene chi fossero, o perlomeno io e i miei amici eravamo troppo occupati a passare da Napster a WinMx, da WinMx a Kazaa e da Kazaa a eMule per preoccuparcene. La rete allora era solo una grande banca dati, e io non avevo ancora la fame di informazioni che mi sarebbe venuta dopo. Crescendo e passando di classe in classe cominciavo a diventare più colto, i miei voti salivano (non di tanto) ed essendo da sempre portato per le materie umanistiche (anche se con un professore di Scienze che non avesse fatto per buona parte Chimica forse sarei finito a Biologia) saliva in me anche la voglia di scrivere e di tenere uno dei famosi blog (che nel frattempo erano sempre più famosi, parlo del 2002-2003 circa). Il problema però era (è?) che mi mancavano sia gli argomenti sia la capacità di scrivere in maniera piacevole da leggere, e capirete che non sono due cose da niente, perciò il progetto naufragò…una mezza dozzina di volte. Eppure sembrava così facile per gli altri blogger! loro si mettevano alla tastiera e raccontavano le loro vite, apparentemente così interessanti ma a guardar bene molto ordinarie, e io che avevo una vita scoppiettante (a paragone di alcuni di loro, perlomeno), non riuscivo ad aprirmi o a scrivere qualcosa. Più tardi trovai uno sfogo per la voglia di scrivere (un gioco di ruolo testuale on line che mi tenne occupato quasi 3 anni, più un paio di forum connessi, ma è un’altra storia), ma questa cosa del blog che non riuscivo a scrivere mi rimase dentro, come quelle vesciche che si formano in bocca: a un certo punto ti dimentichi di averle, ma prima o poi la lingua ci passa sopra ricordandoti il fastidio che provocano. Intermezzo C’è da dire che ho cominciato a seguire seriamente alcuni blog solo da qualche mese, ovvero da quando ho cominciato a seguire quello di un mio ormai ex coinquilino, riscoprendo sia il piacere un po’ morboso di entrare per un poco nella vita degli altri in loro assenza sia quello di crearsi il proprio bar raccogliendo qua e là qualche fonte di dati e opinioni. E poi in tutto questo tempo (i 3 anni di prima) sono cresciuto, ho cominciato a diventare più consapevole del mondo in cui vivo e per il quale posso lottare, ho cominciato e ormai quasi finito l’università. Era forse così banale il problema? mi bastava accumulare qualche nozione e affinare un poco il senso critico? non lo so, ma ha funzionato. Divagazione n.2 La colpa è di Berlusconi. Voglio dire, da quello che ho capito c’è una generazione che più o meno lo odia, gli attuali trentenni, una che più o meno lo ama, i ragazzini d’oggi, e io sto nel mezzo. Non nel senso che non lo odi, anche se forse lo faccio un po’ più freddamente, ma nel senso che il rapporto che la mia generazione ha con Berlusconi mi è sempre sembrato più complicato. Credo non ci pensi mai nessuno, ma la mia è la prima generazione che ha avuto sempre davanti Berlusconi e che in qualche maniera è cresciuta con lui, ma allo stesso tempo l’ultima che ha ha un vivo ricordo di Mani Pulite e delle monetine a Craxi, della Democrazia Cristiana universalmente riconosciuta come ladra e mafiosa (oggi tira aria di riabilitazione) e con un po’ di sforzo anche della caduta del Muro. In qualche maniera noi abbiamo sempre saputo che Berlusconi è un’anomalia, ma spesso ci sembra un’anomalia tutto sommato inevitabile, è un rapporto strano, che per molti non si risolverà mai in un giudizio vero e proprio. Cresciuto in un ambiente un po’ ovattato, la mia presa di coscienza politica è avvenuta a scoppio ritardato e alla fine gira che ti rigira sempre perchè Berlusconi stava davvero esagerando, forse un po’ lo dovete ringraziare se vi piace questo blog (ma non fatelo con troppa convinzione). Col tempo ho studiato anche un po’ di teoria politica, e sono arrivato al punto da comprarmi storie del pensiero politico come quella di Chevalier per il solo fatto di averla trovata a metà prezzo (e non costa poco nemmeno scontata), oltre a volumi e volumi di storia e di attualità. Forse sto pure cominciando a entrare nell’età dell’attivismo, vedremo, sarebbe quasi ora. Insomma, da un’entrata nel “mondo degli argomenti da grandi” impulsiva, dettata dal midollo spinale, ora riesco pure a sostenere conversazioni interessanti, credo. Confesso che mi sono un po’ perso, dov’ero rimasto? ah si, cosa vuole questo blog dal mondo (o più semplicemente da me). Beh, alla fine mi sono reso conto che non erano le nozioni e la capacità di scrivere a mancarmi, o mancavano ma non era importante perchè quello che mancava era la voglia di mettere la propria vita in rete. Me ne sono reso conto, perlappunto, quando mi sono fermato la prima volta che volevo parlare del blog (e quindi di me), ed è per questo che alla fine mi sono sforzato di fare oggi quello che non sono mai riuscito a fare, forse in una maniera che non avevo mai provato. Fateci caso, questo post parla di me ma non sembra davvero importante, e questo perchè ha anche altro da dire, dietro quella patina personale che sembra avvolgerlo. Per questo credo supererò il “complesso” che finora mi aveva fatto scrivere come se fossi un giornalista stipendiato da qualche testata un po’ faceta, e comincerò a metterci anche un po’ di me in questo blog. Anche per umanizzare una pagina che ha il difetto di sembrare, a volte, un po’ “artefatta”, freddina e forse un po’ legnosa. Dove voglio arrivare? da nessuna parte in particolare, ma credo che aumentare gli accessi sia sempre piacevole, soprattutto per chi scrive pezzi destinati, idealmente, a essere letti da altre persone. Per questo, forse, ultimamente mi sta prendendo la sindrome da blogger novellino. Ma passerà, passano sempre queste manie, l’importante è che io non perda la voglia di scrivere, perché quello serve soprattutto a me per mettere in ordine i pensieri e costringermi a riflettere su quello che accade, racimolando pazientemente i dati necessari a inventarsi una spiegazione soddisfacente. Ed è una cosa che viene meglio se si ha anche un pubblico, reale o immaginario, da soddisfare. post scriptum Siete arrivati fino in fondo? secondo il contatore sono 8524 caratteri, complimenti! io, per esempio, non ho voglia di ricontrollare quello che ho scritto.
Accosta un attimo
Cosa dovrebbe uscire da tutto ciò?











